PAGELLONE CENTROSUONOSPORT | Justin Kluivert: spesso “Sbirulino”, ogni tanto potenziale “crac”

In chiusura di 2019 vale la pena stilare un primo bilancio, prima delle vacanze natalizie, del rendimento individuale dei componenti della rosa consegnata nelle mani di Paulo Fonseca. I voti numerici e i giudizi sono riferiti a questo primo scorcio di stagione 2019/2020 e non all’intero anno solare.

CROCE E DELIZIA – Dell’avvio di stagione di Justin Kluivert ai tifosi della Roma restano molti dati confusi. Se da un lato la discontinuità e la capacità innata di “sparire” dalle partite è rimasta la stessa conosciuta nella passata stagione, a tratti l’olandese ha prodotto buone prestazioni, facendosi trovare più pronto in zona gol rispetto al passato. Cinque reti e un assist sparpagliati un po’ a casaccio lungo questo primo scorcio di 2019/2020 non hanno fatto cambiare idea a molti detrattori, che vedono il figlio d’arte di Patrick come oggetto acerbo e di poca affidabilità. Sicuramente molti avranno pensato questo in Sampdoria-Roma, quando Fonseca fu costretto a vedere Kluivert espulso all’84’ (doppia ammonizione) in una partita giocata peggio che mai. O quando ha ciondolato per il campo in Parma-Roma senza riuscire mai a costruire qualcosa di sensato. A onor del vero è capitato però di poter osservare anche altro: in Udinese-Roma Kluivert sembrava un folletto impazzito capace di segnare, mandare in porta i compagni e ubriacare i difensori friulani con le solite finte a ripetizione. A Verona altra grande partita del giovane, che fa gol e si infortuna su un recupero difensivo, dopo aver mostrato però grande praticità lungo tutto il primo tempo. Insomma: se Kluivert giocherà “molto bene” o “molto male” di solito lo si capisce da subito. La media fra il brutto e il bello ha come risultante una sufficienza stiracchiata: per il responso definitivo, pregasi passare nuovamente a giugno.

VOTO 6 – CHI LO CAPISCE È UN GENIO

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